Una celebre campagna pubblicitaria recitava "la rivoluzione non russa". Dobbiamo però ammettere che talvolta si assopisce. Questo blog è nato in occasione di una fiammata di indignazione e rivolta contro la legge 133-2008 che tagliava le risorse per la ricerca in Italia (FFO). I promotori del blog roveriot e della protesta, un gruppo di dottorandi e post-doc, sono attualmente quasi tutti emigrati in Germania e i pochi che resistono li raggiungeranno fra breve.

A due anni di distanza un gruppo di ricercatori della Facoltà di Scienze Cognitive aderisce alla protesta nazionale contro il DDL Gelmini di riforma dell'Università in discussione in Parlamento, dichiarandosi INDISPONIBILI a ricoprire incarichi didattici per l'AA 2010-2011. La decisione di utilizzare nuovamente questo blog in continuità con l'opposizione agli attacchi all'Universitaria, alla Ricerca e ai Ricercatori italiani.

giovedì 30 settembre 2010

Mozione della Assemblea di Facoltà di Scienze Cognitive - 29 ottobre 2008

Gli studenti, i dottorandi, i borsisti, i dottori di ricerca, i ricercatori, i docenti, il personale tecnico amministrativo afferenti alla Facoltà di Scienze Cognitive dell'Università di Trento, in accordo con quanto emerso nell'Assemblea di Facoltà del 29 ottobre, manifestano profondo dissenso nei confronti di alcuni provvedimenti contenuti nel decreto 112 del 18 giugno 2008, convertito nella legge 133 il 6 agosto 2008, ispirati esclusivamente al contenimento del debito pubblico, in assenza di alcuna seria politica di rinnovamento del sistema universitario italiano.

In questo ci associamo alle molteplici posizioni critiche già espresse da diversi organi del mondo universitario nazionale ed internazionale.

Manifestiamo in particolare il nostro dissenso per la drastica riduzione del fondo di finanziamento ordinario delle Università statali, del finanziamento alla ricerca e del turn-over, per la cancellazione della procedura di stabilizzazione di coloro che avevano già ricevuto garanzie dallo Stato in merito ad una assunzione a tempo indeterminato, per la soppressione dell'esistente percorso formativo per gli insegnanti. Il complesso di queste misure avrà effetti devastanti su Università e ricerca pubblica in Italia, e di conseguenza sullo sviluppo culturale ed economico nazionale.

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